Sinclair ZX Spectrum

Chi non ha mai sentito parlare dello ZX Spectrum di Sinclair Research Ltd, alzi la mano. Ovviamente, mi rivolgo a quelli tra voi che ormai hanno qualche capello grigio.

Gli inizi degli anni ’80 hanno lasciato un profondo segno in campo tecnologico, forse più dell’avvento dei vari gadget tecnologici di oggi. In pochissimi anni, si è passati dal «nulla cosmico» alla tecnologia alla portata di tutti. Almeno per quanto riguarda i computer domestici.

Le scrivanie egli uffici, in quegli anni, si sono trasformate rapidamente da luoghi dove regnava la più totale confusione, con migliaia di fogli di carta ammonticchiati alla meglio, in postazioni di lavoro ordinate e razionali, dove ora troneggia il re della computazione da ufficio: Il personal computer.

Ma lo Spectrum non ha mai veramente aspirato all’olimpo delle scrivanie degli uffici. Si è sempre trovato più a suo agio nelle case, dove eserciti di hackers in erba smaniavano per mettere alla prova quello era considerato il meglio che la tecnologia potesse mettere a disposizione, a costi così accessibili, per una console così potente.

Moltissimi, in quel periodo, iniziarono a cimentarsi nella programmazione, cercando di sfruttare al meglio le capacità di elaborazione di quel Zylog Z80 che era il vero “motore” del sistema. Molti, hanno subito il fascino del Sinclair, al punto che alcuni di loro hanno scoperto la loro passione per l’informatica, attraverso questo insolito home computer.

Gli inizi della Home Computing

Anche se oggi il termine Home Computer è riduttivo, per via delle enormi capacità elaborative raggiunte dalla tecnologia, negli anni ’80 del secolo scorso era sinonimo di rivoluzione; poter disporre di un elaboratore a casa, non era una cosa così scontata e banale.

In quegli anni c’è stata forse la più alta produzione di Nerd che si sia mai registrata. L’accesso alla tecnologia a basso costo ha reso possibile per molti potersi accostare al magico mondo della programmazione e della sperimentazione.

Ma la tecnologia corre veloce e gli oggetti tecnologici invecchiano alla svelta, divorati dal tritatutto dell’innovazione. Alcuni oggetti però lasciano il segno nella memoria di coloro che, da informatici, si sono trovati a vivere in quegli anni.

Ritrovarsi uno Spectrum tra le mani ai giorni nostri, provoca qualcosa di più che una semplice emozione. È quasi come ritrovare un antico pezzo di archeologia, che riporta alla luce un frammento di storia che riemerge dal dimenticatoio.

Poche risorse per grandi idee

A quasi 40 anni di distanza non si possono certo fare paragoni sulle risorse hardware e software del gioiellino creato da Sir Clive Sinclair con ciò di cui possiamo disporre ai nostri giorni. Lo ZX Spectrum aveva però, per gli standard dell’epoca, caratteristiche di tutto rispetto:

  • Un processore Zilog Z80A a 3,5 MHz
  • 16 kB ROM per contenere tutto il sistema operativo e l’interprete BASIC
  • 16 kB RAM, espandibili fino a 48 kB, per i programmi
  • Grafica: video a 256×192 pixel
  • Audio: Un Buzzer, he poteva essere pilotato dal software
  • Tastiera a 40 tasti

A queste caratteristiche di base si potevano aggiungere anche alcune utilissime periferiche tramite la ZX Interface:

  • Il ZX Microdrive: un Mass-Storage a nastro con capacità fino a 100 kB
  • Un Joystick per i giochi
  • Una Stampante parallela
  • Dispositivi seriali, tramite una porta seriale RS232

Non era certo un gran ché, in termini di capacità di elaborazione né di I/O, ma ce n’era abbastanza per poter cominciare a sviluppare in proprio qualcosa di serio, tra le mura domestiche. Un’assoluta novità.

Poi arrivarono tutti gli altri

Il tempo corre in fretta e così pure la tecnologia. Di li a pochi anni, molti ebbero modo di comprendere la vera essenza del Home Computing e della sua effettiva potenza. Seppure il Personal Computer esisteva già nelle aziende, aveva ancora dei costi quasi proibitivi per gli sviluppatori «domestici», macchine come lo ZX Spectrum diedero una considerevole spinta verso questa direzione.

Apple, IBM e molti altri, in pochissimi anni fecero fare un enorme salto di qualità al Home Computer, rendendo disponibili a costi sempre più accessibili macchine sempre più potenti da mettere sulla scrivania di casa.

Ben presto, il Sinclair divenne un oggetto da mettere in soffitta. La casa produttrice fece diversi errori commerciali, perdendo in fretta parecchio terreno, rispetto coloro che erano ormai destinati a diventare dei colossi in questo settore.

Conclusioni

Oggi le nostra case pullulano di oggetti digitali di ogni tipo; la tecnologia ci ha messo a disposizioni capacità di calcolo impensabili fino a solo un paio di decenni fa. Gadget digitali di ogni tipo super evoluti ed efficientissimi, si annidano oggi persino nelle nostre tasche, li portiamo al polso. Ci permettono di vivere costantemente connessi con il mondo intero.

Ho evitato di fare cenno della furibonda lotta tra lo ZX Spectrum 48 ed il suo naturale antagonista Commodore 64, del quale per altro sono stato un fan entusiasta. Forse avrei dovuto farlo, almeno per rispetto e per un equilibrato confronto. Ma avere nelle mani quel Sinclair è stata una vera emozione.

Ad oggi, la passione per lo ZX Spectrum Sinclair non sembra si è del tutto spenta. Nella rete si trovano ancora un gran numero di progetti Vintage che dimostrano quanto quest’oggetto abbia lasciato il segno in molti di noi. Basta ad esempio guardare su Github, o su Medium per rendersi conto del fermento che c’è intorno a questo computer.

Chissà, magari presto ne vedremo qualcuno anche nella sezione Progetti del nostro sito.

A proposito. L’immagine all’inizio di questo articolo, non è una qualsiasi ed anonima presa su internet da chissà quale sito. L’ho fatta io personalmente ed è proprio quella dello Spectrum originale, con tutti i suoi difetti e dei segni della sua veneranda età.

Massimo Di Primio
Sistemista informatico di lungo corso, appassionato di tecnologia. Da molti anni sviluppo software per applicazioni professionali con l'intento di renderle più sicure e fruibili all'utente. Consulente informatico e fondatore di Diprimio.com, per il supporto, l'assistenza e la manutenzione di infrastrutture informatiche a clienti business.

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