Google AdSense sospeso

Google ti ha bannato il tuo account AdSense per la pubblicità sul tuo sito? Se è la prima volta che ti succede, allora almeno per un mese non farai un soldo con la pubblicità di Google in quanto il tuo account AdSense è stato sospeso. Se invece Big G ti considera recidivo, allora è anche peggio!

In questo caso ti avrà certamente già comunicato che il tuo account AdSense è stato definitivamente disattivato, con buona pace dei banner pubblicitari delle pagine del tuo sito web o del tuo blog personale.

La comunicazione di AdSense

All’improvviso ti sei visto arrivare un inquietante email dall’indirizzo adsense-adclicks-noreply@google.com (leggi: Google) che con fare del tutto asettico ed estremamente professionale ti comunica che il tuo account AdSense è stato appena sospeso.

Messaggio per account AdSense bannato

Google ti ti fa anche notare che questa sospensione è inappellabile; come dire: «Qui comando Io, ed Io ho deciso così». Punto.

Nel testo del messaggio email ci sono poi un bel po di link, tra cui il link all’Help Center di Google, dove potresti trovare un po’ di sollievo ed un link dove ti vengono spiegati i motivi per cui potresti essere stato bannato.

Come ci si sente

In pratica ti senti trattato come uno dei peggiori criminali; come uno che «ci ha provato» ma gli è andata male. Cerchi disperatamente di ricordare se davvero hai cliccato per sbaglio su qualche inserto pubblicitario del tuo sito, ma niente! Sei convinto di non averlo fatto.

Poi d’improvviso ti ricordi che qualcuno ti aveva suggerito di installare la Google Publisher Toolbar (che serve proprio ad evitare errori di questo tipo). Vai subito alla disperata ricerca di quella meravigliosa estensione per browser e la installi subito, per cercare almeno di evitare che ciò accada di nuovo.

Ti metti alla ricerca dell’estensione, la trovi e la installi. Ma tanto ormai la frittata è fatta.

Per i prossimi 30 giorni, niente guadagni col tuo blog; niente di niente. Google ti ha detto che tutto rimarrà «congelato», durante questo periodo. Non potrai nemmeno passare in cassa a ritirare quel piccolo gruzzoletto che nel frattempo eri riuscito faticosamente ad accumulare. Anche quello, per il momento, rimane congelato.

Qualche domanda sorge spontanea

Subito dopo lo la sorpresa ed il conseguente sconcerto generale, ti metti l’anima in pace. Ti vengono in mente una marea di domande a cui non trovi risposta (neanche nei link suggeriti a Google).

  1. Ma perché; Io non sono un fruitore della pubblicità come tutti gli altri?
  2. Se il banner pubblicitario cliccato da me è diverso che cliccato da altri?
  3. Se Google ha rilevato dei click sospetti, non poteva scartarli (invece di tutto sto casino)?

… E invece no; ti ha sospeso l’account.

Come rimediare?

Dopo esserti letto e riletto tutte le pagine suggerite da Google nella sua email, sei al punto di partenza: ci hai capito poco o nulla, su come può essere successo, ma soprattutto sembra non esserci rimedio.

Ti toccherà rimanere sospeso in questa specie di limbo per il prossimo mese e sperare di non cascarci mai più.

L’unica cosa che rimane da fare è mettersi di buona lena a sistemare il tuo sito, eliminando tutto ciò che dovrebbe mostrare nel browser dell’utente gli inserti pubblicitari; che in questo momento sono tutto spazi desolatamente vuoti, facendo apparire alcune tue pagine così tristi e desolate, che eviti persino di guardarle.

Ma tanto già sai che fra 30 giorni dovrai rimettere tutte le cose al loro posto, com’erano prima di questo stupido incidente.

Conclusione

Dopo ore e ore di lavoro a risistemare il sito per eliminare gli spazi vuoti per poi ripristinarli dopo il tuo periodo di quarantena pubblicitaria (e di conseguenti guadagni), finalmente tutto è tornato al suo posto.

Continui a non capire come tutto questo sia potuto succedere, ma una decisione la puoi prendere fin da subito: diversificare gli inserti pubblicitari, può essere una possibile soluzione per limitare almeno i danni.

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Massimo Di Primio
Sistemista informatico di lungo corso, appassionato di tecnologia. Da molti anni sviluppo software per applicazioni professionali con l'intento di renderle più sicure e fruibili all'utente. Consulente informatico e fondatore di Diprimio.com, per il supporto, l'assistenza e la manutenzione di infrastrutture informatiche a clienti business.
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